Con l’avvicinarsi del Natale, i palinsesti televisivi cominciano inevitabilmente a riempirsi di film a tema. Mamma, ho perso l’aereo, Una poltrona per due, La vita è meravigliosa, Il Grinch… sono solo alcuni dei classici che ogni anno allietano il periodo delle feste. Ma se foste stanchi dei soliti titoli e voleste guardare qualcosa di diverso?
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Con l’uscita di Aquaman e il Regno Perduto, lo scorso dicembre si è concluso ufficialmente il cosiddetto DC Extended Universe (o DCEU), l’universo cinematografico condiviso dedicato ai supereroi DC Comics (Batman, Superman, Wonder Woman…). Iniziato nel 2013 con L’uomo d’acciaio, nell’arco di dieci anni il franchise ha prodotto ben 15 (+1) film e una serie tv, purtroppo accolti in maniera piuttosto discontinua da critica e pubblico. Proprio questa incapacità di mantenere una qualità medio-alta costante (a differenza del rivale MCU) è stata una delle cause che hanno portato alla fine prematura della saga, nonché all’imminente creazione di un nuovo universo ad opera di James Gunn. Ma è davvero tutto da buttare?
C’è una strana ironia nel fatto che il primo film dedicato a uno dei supereroi più veloci del mondo dei fumetti ci abbia messo così tanto tempo ad approdare nelle sale. Annunciato inizialmente nel 2014, The Flash ha impiegato ben 9 anni a vedere la luce del sole, causa riscritture del copione, continui cambi di regista (almeno 6 o 7 se non vado errato), Covid, nuova gestione del DCEU e, ultimo ma non meno importante, la scia di distruzione lasciata dal protagonista Ezra Miller nel corso del 2022. Tanto per fare un confronto, nello stesso arco di tempo l’omonima serie tv della CW con Grant Gustin ha avuto modo di iniziare e concludersi.
Lo ammetto, aspettavo l’uscita della “Snyder Cut” come la seconda venuta di Cristo. Principalmente per tre motivi. Primo: a differenza del 99% della critica di settore, adoro Zack Snyder. Secondo: sono un fanatico delle versioni estese. Terzo: perché il Justice League uscito nel 2017 a malapena si poteva considerare un film. Al contrario era un rivoltante ibrido di due visioni cinematografiche agli antipodi tenute insieme con lo sputo, che era riuscito nella non comune impresa di non piacere a nessuno (me compreso).
Sopravvalutato o no, Wonder Woman resta uno dei punti più alti del DCEU. Malgrado un finale da B-movie da quattro soldi, per la maggior parte della sua durata era un cinecomic coinvolgente ed emozionante, capace di bilanciare alla perfezione la serietà tipica di Zack Snyder (produttore e autore del soggetto) con il divertimento in stile Marvel da sempre invocato dai critici (altro che Justice League!).
Vi ricordate Gotham? Quella serie si proponeva un obiettivo sulla carta interessante: svelare ciò che era successo tra l’assassinio dei coniugi Wayne e l’ascesa di Batman. Tutto molto bello, peccato che non sapesse da che parte girarsi, costringendo gli sceneggiatori ad arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di dare un senso al progetto, tra filler, risurrezioni miracolose e stravolgimenti del canone. Quando perciò ho sentito parlare per la prima volta di Krypton, temevo che potesse rivelarsi una nuova Gotham, con Superman al posto del Cavaliere Oscuro. Fortunatamente sono stato smentito.
La prima stagione di Titans non era perfetta, ma aveva comunque un suo fascino, derivato principalmente dall’estetica dark e dall’universo narrativo elaborato e comic accurate. Io stesso lo avevo riconosciuto nella relativa recensione, aggiungendo inoltre che se nei nuovi episodi gli autori fossero riusciti a migliorare gli aspetti positivi, allora avremmo potuto trovarci davanti a una delle migliori serie supereroistiche in circolazione. Ma Mad Max insegna che sperare è sbagliato, e infatti la seconda stagione (approdata su Netflix a gennaio 2020) si è rivelata un enorme passo indietro rispetto alla precedente.
Non si può certo dire che Suicide Squad sia uno dei punti più alti, a livello qualitativo, del DC Extended Universe. Tuttavia, se proprio dobbiamo salvare qualcosa dal disastro produttivo che è il film di David Ayer, quello è il personaggio di Harley Quinn, capace di conquistare tutti soprattutto grazie all’ottima interpretazione di Margot Robbie.
Nell’eterno conflitto tra Marvel e DC, a uscirne quasi sempre vincitrice al cinema è la prima. Il discorso è un po’ diverso quando si guarda alla serialità televisiva. Pensiamoci un attimo. Di cosa dispone la Casa delle Idee? C’è Agents of SHIELD, capace di raccogliere molti fan, ma dalla qualità altalenante. Poi abbiamo Agent Carter, cancellata dopo appena due stagioni. Per non parlare delle serie Netflix, a mio parere parecchio sopravvalutate (ad esclusione di Daredevil) e anch’esse brutalmente interrotte.