Penso che siamo tutti d’accordo nel sostenere che Avatar – La leggenda di Aang è un vero gioiellino. Andata in onda su Nickelodeon dal 2005 al 2008, la serie animata creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko ha conquistato fin da subito il cuore degli appassionati, grazie a una storia avvincente, a rispettosi omaggi alla cultura asiatica e a un’ironia semplicemente irresistibile. Nemmeno il fallimentare adattamento cinematografico di M. Night Shyamalan è riuscito ad intaccare la sua fama. Non tutti sanno però che l’opera ha avuto un seguito nel 2012, intitolato La leggenda di Korra.
Autore: Cinefabio93 Page 2 of 8
Tempo fa scrissi un articolo in cui elencavo alcuni film che, a parer mio, avrebbero bisogno di una director’s cut. Com’è noto, infatti, non sempre la versione di un lungometraggio che vediamo in sala corrisponde a quella pensata dal regista. Che sia per la stupidità dei produttori o per fattori esterni, spesso capita che un’opera venga mutilata e rimaneggiata in fase di montaggio, con esiti discutibili.
Lo ammetto, aspettavo l’uscita della “Snyder Cut” come la seconda venuta di Cristo. Principalmente per tre motivi. Primo: a differenza del 99% della critica di settore, adoro Zack Snyder. Secondo: sono un fanatico delle versioni estese. Terzo: perché il Justice League uscito nel 2017 a malapena si poteva considerare un film. Al contrario era un rivoltante ibrido di due visioni cinematografiche agli antipodi tenute insieme con lo sputo, che era riuscito nella non comune impresa di non piacere a nessuno (me compreso).
Sopravvalutato o no, Wonder Woman resta uno dei punti più alti del DCEU. Malgrado un finale da B-movie da quattro soldi, per la maggior parte della sua durata era un cinecomic coinvolgente ed emozionante, capace di bilanciare alla perfezione la serietà tipica di Zack Snyder (produttore e autore del soggetto) con il divertimento in stile Marvel da sempre invocato dai critici (altro che Justice League!).
Vi ricordate Gotham? Quella serie si proponeva un obiettivo sulla carta interessante: svelare ciò che era successo tra l’assassinio dei coniugi Wayne e l’ascesa di Batman. Tutto molto bello, peccato che non sapesse da che parte girarsi, costringendo gli sceneggiatori ad arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di dare un senso al progetto, tra filler, risurrezioni miracolose e stravolgimenti del canone. Quando perciò ho sentito parlare per la prima volta di Krypton, temevo che potesse rivelarsi una nuova Gotham, con Superman al posto del Cavaliere Oscuro. Fortunatamente sono stato smentito.
Nel 2018 The Haunting of Hill House approdava su Netflix, suscitando un enorme apprezzamento da parte di critica e pubblico. Reduce dal successo di horror quali Oculus, Ouija – Le origini del Male, Il terrore del silenzio e Il gioco di Gerald, il regista Mike Flanagan era riuscito a compiere con successo il balzo dal grande al piccolo schermo, proponendo una sorprendente reinterpretazione del romanzo gotico L’incubo di Hill House di Shirley Jackson e facendo dimenticare a tutti l’orrida versione cinematografica di Jan De Bont. Visti gli ottimi risultati, era inevitabile che il colosso dello streaming mettesse subito in cantiere una seconda stagione.
Vi ricordate Limitless, il thriller del 2011 di Neil Burger con protagonista Bradley Cooper? Quel film parlava di una pillola che, se ingerita, sbloccava il 100% delle capacità cerebrali e trasformava chiunque in un piccolo genio. Ecco, immaginiamo di sostituire l’intelligenza con qualcosa di un po’ più frizzante come i superpoteri. Ciò che otterremo sarà Project Power, action movie rilasciato su Netflix nell’agosto del 2020.
Della storia produttiva di The New Mutants si parlerà senz’altro per molto tempo, forse più del film stesso. Dopotutto stiamo parlando di una pellicola che ci ha messo ben 5 anni ad arrivare al cinema, tra riscritture del copione, ritardi, reshoot programmati ma mai effettuati e una data d’uscita rinviata più e più volte nell’arco di un biennio. Una lunga sequela di spiacevoli circostanze che hanno fatto guadagnare al cinecomic di Josh Boone la nomea di “film maledetto”.
Forse vi sembrerà incredibile, ma c’è stato un periodo in cui, se ammettevi di apprezzare un film di Michael Bay, la gente non si faceva il segno della croce a mo’ di scongiuro. Potevi arrivare lì, dire che ti era piaciuto Armageddon e nessuno ti avrebbe insultato o costretto a una “cura Ludovico” dell’opera omnia di Ingmar Bergman. Poi è arrivato Internet e in breve tempo “Mr. Explosion” è diventato una barzelletta vivente.
Chi scrive è un superfan di Star Wars. Forse non uno di quelli che hanno letto ogni libro dell’universo espanso o giocato a tutti i videogame della Lucasarts, ma di sicuro appartengo a quella fascia che va matta per i film e per qualunque altra iterazione audiovisiva disponibile (special natalizi a parte). E credetemi se vi dico che sono in buona compagnia.