Chi scrive è un superfan di Star Wars. Forse non uno di quelli che hanno letto ogni libro dell’universo espanso o giocato a tutti i videogame della Lucasarts, ma di sicuro appartengo a quella fascia che va matta per i film e per qualunque altra iterazione audiovisiva disponibile (special natalizi a parte). E credetemi se vi dico che sono in buona compagnia.

Iniziata nell’ormai lontano 1977, nel corso del tempo la saga fantascientifica nata dalla fantasia di George Lucas ha saputo rapire il cuore di miliardi di spettatori, dando vita a un fenomeno pop che dura ininterrottamente da quasi 50 anni. Una fascinazione che si tramanda di generazione in generazione come una religione, riuscendo a superare indenne riedizioni speciali non richieste, prequel discutibili e accordi multimilionari con la Disney (per la cronaca, non penso che la casa di Topolino abbia “rovinato” Star Wars).

Proprio per celebrare ciò che questa space opera rappresenta per me e molti altri appassionati in giro per il mondo, mi è venuta l’idea di ripassare tutti i capitoli della saga e realizzare una bella classifica generale.

A seguire pertanto elencherò tutte e 12 le opere cinematografiche di Star Wars, ordinate dalla meno riuscita a quella più “stellare”.

12. Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker (di J.J. Abrams, USA, 2019)

Star Wars IX

Non solo l’episodio peggiore della trilogia sequel, ma proprio il più brutto film di Star Wars in assoluto. Dopo la reazione negativa dei fan di fronte al precedente (e sottovalutato) Gli ultimi Jedi, J.J. Abrams, già autore de Il risveglio della Forza, torna alla guida della saga sostituendo in corsa il regista originariamente scelto Colin Trevorrow (Jurassic World).

Per riconquistare la fiducia degli appassionati, Abrams decide di fatto di realizzare un lungo retcon dell’episodio VIII, vanificando alcune delle più coraggiose (ma divisive) svolte di trama del film di Rian Johnson. Non contento, pensa bene di riesumare dal nulla (letteralmente) l’Imperatore Palpatine, privando il personaggio di Kylo Ren (Adam Driver) del ruolo di villain principale e depotenziandone l’arco narrativo.

Un improbabile plot twist relativo alle origini di Rey (Daisy Ridley), una pessima gestione dei restanti protagonisti (in particolare Finn/John Boyega), il totale spreco dei Cavalieri di Ren e un finale stupido e anticlimatico contribuiscono a rendere L’ascesa di Skywaker una pellicola assolutamente da dimenticare. La cosa più triste? Basandoci sullo script e i concept art, la versione di Trevorrow sarebbe stata decisamente migliore.

11. Star Wars: The Clone Wars (di Dave Filoni, USA, 2008)

The Clone Wars

Se siete tra quelle persone che non sanno minimamente dell’esistenza di questo film d’animazione, non vi preoccupate: è semplicemente perché è il più dimenticabile della saga.

Nato come episodio pilota per l’omonima serie animata trasmessa da Cartoon Network (che vi consiglio calorosamente di recuperare su Disney+, perché è bellissima), The Clone Wars stupì così tanto George Lucas che decise di distribuirlo direttamente nei cinema. Una delle sue tante decisioni infauste.

Il motivo è presto detto: con una trama così poco avvincente (il salvataggio del figlio di Jabba The Hutt), un’atmosfera piuttosto infantile e un finale inconcludente che in pratica ti obbliga a vedere la serie, si nota tantissimo che questa pellicola in origine era destinata al piccolo schermo e a un target più basso di quello del fan di Star Wars medio. Alla fine è pure divertente, ma non è altro che una pallida ombra in confronto agli altri film.

10. Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (di George Lucas, USA, 2002)

Star Wars II

Semplicemente il capitolo più noioso della saga. Oltre che quello più confuso, dal momento che in più di un’occasione la trama sembra andare da una parte per poi cambiare improvvisamente direzione.

Come se questo non bastasse abbiamo il tutt’altro che appassionante sviluppo della storia d’amore tra Anakin (un piattissimo Hayden Christensen) e Padme, con dialoghi che raggiungono livelli di banalità e sdolcinatezza mai visti prima (che ti è successo, George??!), e anche un utilizzo vergognosamente sottotono del Conte Dooku di Christopher Lee (che fortunatamente verrà approfondito meglio in The Clone Wars).

Restano alcune sequenze piuttosto riuscite, come l’inseguimento degli “sprinter” tra i cieli di Coruscant, che fa il verso a Blade Runner e Il quinto elemento, e quasi tutta l’ultima mezz’ora, dal combattimento nell’arena di Geonosis al fichissimo duello tra Dooku e il Maestro Yoda.

9. Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (di George Lucas, USA, 1999)

Star Wars I

Da molti considerato il peggior film di Star Wars, secondo me è una pellicola tutto sommato buona. Questo non vuol dire che non abbia difetti imperdonabili. Uno di questi ha un nome: Jar Jar Binks. Ovvero l’insopportabile spalla “comica” che tutti vorrebbero vedere morire male, ma che non solo riesce a cavarsela in ogni situazione nonostante la sua stupidità, negli episodi successivi diventa addirittura rappresentante del suo popolo, i Gungan (!!).

Vi è poi l’elemento politico, poco apprezzato dai fan, che in effetti appesantisce e complica eccessivamente la storia. Ciononostante, a differenza dell’episodio successivo, La minaccia fantasma riesce ad essere una pellicola divertente, a tratti anche appassionante.

Merito innanzitutto di personaggi carismatici, come il Qui-Gon Jinn di Liam Neeson e il giovane Obi-Wan Kenobi di Ewan McGregor, per non parlare del malvagio (e “badass”) Darth Maul, che comunque avrebbe meritato più spazio. Insieme questi tre danno vita a una delle scene più belle dell’intera saga: lo spettacolare duello a tre sulle note di Duel of the Fates di John Williams, con tanto di doppia spada laser impugnata dal cattivo. Mozzafiato anche la sequenza della corsa degli sgusci su Tatooine.

8. Solo: A Star Wars Story (di Ron Howard, USA, 2018)

Solo

C’era davvero bisogno di un film che raccontasse il passato di Han Solo? Forse no, sicuramente non di uno determinato a spiegare le origini di TUTTI gli elementi distintivi del personaggio (dal Millenium Falcon all’amicizia con Chewbecca, dal legame con Lando Calrissian alla Rotta di Kessel, fino addirittura al cognome!) in appena due ore e un quarto.

Sarà stata questa sensazione generale di “inutilità” ad aver trasformato Solo nel primo vero flop della saga (“solo” 393 milioni di dollari d’incasso a fronte di un budget di ben 275), causando l’interruzione prematura del progetto antologico A Star Wars Story. La scarsa memorabilità della storia, la fotografia eccessivamente scura e una pessima data di uscita (fine maggio) potrebbero aver contribuito all’insuccesso della pellicola.

Eppure, per quanto non sia il capitolo più riuscito della serie, Solo resta un’avventura divertente e solida, specie considerando le tribolate vicende produttive (in primis, la sostituzione in corsa dei registi originali Phil Lord & Christopher Miller con Ron Howard). Incredibili scene d’azione, ottimi effetti speciali e un cast di alto livello (con Alden Ehrenreich e Donald Glover semplicemente perfetti come versioni giovani di Han e Lando) sono solo alcuni dei motivi per cui questo film meriterebbe una maggiore considerazione.

7. Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza (di J.J. Abrams, USA, 2015)

Star Wars VII

Sapendo come si è conclusa la trilogia sequel, Il risveglio della Forza oggi ha perso parte del suo fascino. Ciononostante è indubbio che il settimo capitolo della saga, il primo realizzato dopo l’accordo con la Disney, ha saputo riportare in auge nel migliore dei modi il mondo di Star Wars.

Il regista J.J. Abrams (già responsabile della rinascita di Star Trek) ha continuato in maniera intrigante la storia della trilogia classica, unendo al vecchio cast nuovi e amabili personaggi (Rey, Finn, BB8, Poe), introducendo mondi inediti e proponendo scene d’azione veramente spettacolari, il tutto rimanendo fedele allo spirito dei film originali.

Forse un po’ troppo, verrebbe da dire, considerato che, nonostante la pellicola sia comunque appassionante, tende a riprendere palesemente alcuni schemi dell’episodio IV. Alla scarsa originalità si aggiungono un eccessivo “fan service” e un cattivo (Kylo Ren) non proprio memorabile (o comunque memorabile per i motivi sbagliati).

6. Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (di Richard Marquand, USA, 1983)

Star Wars VI

“Il terzo è sempre il peggiore”. Così dice Jean Grey in X-Men: Apocalisse dopo aver visto Il ritorno dello Jedi. E in effetti il terzo capitolo della trilogia classica è purtroppo quello meno riuscito. E pensare che da piccolo lo adoravo! E forse è proprio questo il problema: è così infantile che lo si può apprezzare veramente soltanto quando si è bambini. Una volta adulti si notano maggiormente le evidenti ca**ate.

E infatti, dopo un inizio promettente, con il rocambolesco salvataggio di Han dalle grinfie di Jabba The Hutt (tuttora uno dei cattivi secondari più memorabili di Star Wars), la storia prende una piega a tratti ridicola: dalla morte stupida di Boba Fett, alla pigra riproposizione di una Morte Nera, fino a quei maledettissimi Ewok. Sì, perché, se non bastasse l’assurdità di credere che degli orsacchiotti armati di sassi e frecce possano sconfiggere un’armata di soldati imperiali dotati di “blaster” e mezzi corrazzati, sappiate che il buon Lucas li ha ideati soltanto per avere dei giocattoli da vendere (!!!).

Fortunatamente gli aspetti positivi battono di gran lunga quelli negativi: compare qui per la prima volta l’Imperatore in tutta la sua malvagità, la battaglia spaziale del finale è spettacolare e il confronto tra Luke Skywalker e Darth Vader è carico di emozioni. Peccato solo che non si sia osato di più…

5. Star Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi (di Rian Johnson, USA, 2017)

Star Wars VIII

L’episodio più bistrattato e detestato della saga. Ingiustamente, oserei dire.

Partendo da quanto lasciato da Abrams nel film precedente, Rian Johnson imbastisce liberamente la sua storia, immettendo la propria visione e la propria sensibilità nell’universo di Star Wars. Il risultato è un’opera che, malgrado alcune cadute di stile (“Leia Poppins”) e una componente ironica troppo accentuata, colpisce per la sua profondità psicologica e complessità tematica.

Inno all’importanza di non lasciarsi definire dal proprio passato e, al contempo, di imparare dai fallimenti, Gli ultimi Jedi è una pellicola emozionante e affascinante, che non teme di mettere in discussione il canone o di sovvertire le aspettative del pubblico (rimanendo comunque fedele al mondo di Lucas). Johnson ci regala un capitolo pieno di plot twist e scelte narrative audaci (pure troppo, secondo i fan), con la fotografia più bella della serie, la miglior interpretazione di Mark Hamill nei panni di Luke Skywalker (checché se ne dica) e l’apparizione più riuscita di Kylo Ren, che qui smette di essere una macchietta per trasformarsi finalmente in un cattivo carismatico e a tutto tondo. Divisivo o no, l’episodio VIII resta la punta di diamante della trilogia sequel.

4. Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith (di George Lucas, USA, 2005)

Star Wars III

Se Il ritorno dello Jedi era un terzo capitolo un po’ sottotono, La vendetta dei Sith è l’esatto opposto. Infatti supera di gran lunga gli episodi precedenti, risultando il migliore della trilogia prequel. Cupo, spettacolare ed emozionante fin dai primi minuti (con l’imponente battaglia sopra i cieli di Coruscant), è il film in cui finalmente vediamo l’Impero sorgere e Anakin Skywalker diventare Darth Vader. E qui bisogna aprire una parentesi: Hayden Christensen, che nell’episodio II recitava in maniera terribile, qui incredibilmente risulta molto più convincente, passando con naturalezza dal ruolo di buono a quello di spietato Sith. Ma non c’è solo questo.

Ian McDiarmid, nel ruolo dell’Imperatore, è qui finalmente libero di mostrare tutta la cattiveria del personaggio, dando vita a un’interpretazione memorabile. L’aspetto politico, da sempre il tallone d’Achille di questa trilogia, è gestito meglio e offre validi spunti di riflessione (“È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi” è ormai una frase cult). Le battaglie si susseguono senza sosta, più che negli altri capitoli messi insieme, avvincendo lo spettatore e non lasciandogli tempo di respirare (in senso buono).

Il meglio si ha nel finale, con il duello tra Anakin e Obi-Wan sul pianeta vulcanico di Mustafar, che riesce a superare in epicità quello de La minaccia fantasma, con l’aggiunta però di una nota tragica al tutto. Unici elementi criticabili: l’eccessiva CGI, una trama fin troppo fitta di eventi e l’apparente rapidità con cui Anakin passa al Lato Oscuro. Il resto è solo grande cinema.

3. Rogue One: A Star Wars Story (di Gareth Edwards, USA, 2016)

Rogue One

Incentrato sugli eventi che hanno portato all’acquisizione dei piani della Morte Nera da parte dei Ribelli, Rogue One è la prova che l’accordo con la Disney non ha necessariamente rovinato Star Wars.

Primo spin-off in live action della saga, ne è uno dei capitoli che più ha stupito in positivo i fan. E lo stupore è doppio se pensiamo che ha avuto una produzione travagliata, tra rimaneggiamenti allo script e vari reshoot. Pochi avrebbero scommesso che sarebbe venuto fuori qualcosa di bello, invece abbiamo avuto addirittura un mezzo capolavoro, a metà strada tra il film di guerra e di spionaggio, dallo svolgimento avvincente, con scene d’azione spettacolari e personaggi a cui è facile affezionarsi (Chirrut e K2-SO su tutti).

Solo lodi quindi per quello che da molti è considerato il film più cupo della serie dai tempi de L’Impero colpisce ancoraPoi, vabbè, dobbiamo davvero parlare di quel finale fichissimo, con quel Darth Vader cazzutissimo?

2. Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (di George Lucas, USA, 1977)

Star Wars IV

Ci siamo. Il capitolo da cui tutto è cominciato. Quello con cui Lucas ci ha introdotto in quella “galassia lontana lontana…” dove si consumano le avventure di Star Wars.

Un film in cui fantascienza e fantasy si uniscono per dare vita a una “space opera” senza tempo, semplice (bene contro male) ma appassionante. E che ci ha fatto sognare di diventare cavalieri Jedi, di usare la Forza, di pilotare astronavi. Il tutto mentre (accompagnati dalle magiche note di John Williams) seguiamo la storia di Luke Skywalker, umile contadino che decide di salvare la principessa Leia e combattere il malvagio Impero Galattico, aiutato dal saggio Obi-Wan e dalla “simpatica canaglia” Han Solo, braccato da “lui”, Darth Vader, il cattivo per eccellenza, con quel suo look iconico e il respiro inquietante, privo di qualsivoglia forma di pietà.

Non un semplice film, uno stile di vita.

1. Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce ancora (di Irvin Kershner, USA, 1980)

Star Wars V

Quando si fa un seguito è difficile fare meglio dell’originale, ma con L’Impero si è andati anche oltre. Hanno preso tutti gli aspetti migliori del film precedente e li hanno elevati all’ennesima potenza. Il risultato? Più avventura, più azione, più divertimento. E a tutto questo hanno aggiunto un maggior approfondimento psicologico dei protagonisti, nuovi personaggi (Yoda) e una love story brillantemente scritta tra Han e Leia.

Ma soprattutto è qui che le “guerre stellari” entrano veramente nel vivo: finalmente vediamo l’Impero e la Ribellione scontrarsi sul campo di battaglia, con il primo introdotto dalla celeberrima Imperial March di Williams. Ed è qui anche che Darth Vader, oltre a raggiungere i più alti livelli di malvagità (strangola due ufficiali che lo hanno deluso, tortura Han, lo congela nella carbonite…), si scopre essere il vero protagonista della saga, compiendo un percorso che si intreccia inevitabilmente (e drammaticamente) con quello di Luke e che culmina in quel “No, io sono tuo padre!” che ancora oggi rappresenta uno dei colpi di scena più geniali e sconvolgenti della storia del cinema.

Tutto ciò rende L’Impero colpisce ancora l’episodio più oscuro e maturo della saga, pietra di paragone per qualunque secondo capitolo di una trilogia e vero e proprio capolavoro cinematografico.