Questo mese arriverà nelle sale Deadpool & Wolverine, terzo film dedicato al mutante chiacchierone della Marvel. Una pellicola molto attesa non solo per via dell’amato protagonista, ma perché, dopo gli accenni in Doctor Strange nel Multiverso della Follia e The Marvels, segnerà il primo vero punto d’incontro tra l’universo cinematografico degli X-Men e l’MCU. Alla luce di ciò, direi che è giunto il momento di stilare un’altra classifica, su modello di quella dei film di Star Wars, ma stavolta dedicata alla saga dei mutanti.

Basata sui fumetti Marvel ideati da Stan Lee e Jack Kirby, questa serie prodotta dalla fu 20th Century Fox è nata nel lontano 2000 (cavolo, mi sento vecchio!) con il primo X-Men ed è giunta fino ad oggi tra sequel, prequel, spin-off, semi-reboot e linee temporali alternative (!!), per un totale di 13 pellicole. Magari un giorno proverò a sbrogliare la matassa e a proporre una cronologia dettagliata e ordinata di questo vasto universo, ma come direbbe Aragorn “non è questo il giorno”.

Oggi mi limiterò a classificare dalla peggiore alla migliore (per me) le varie pellicole di una saga che per più di 20 anni ha appassionato milioni di spettatori, ma in cui non sono mancati alti e bassi. Perciò, che il gioco cominci!

13. X-Men: Le origini – Wolverine (di Gavin Hood, USA, 2009)

X-men: Le origini - Wolverine

Il primo spin-off dedicato a Logan è semplicemente il film peggiore della saga. Minata da una sceneggiatura rimaneggiata più e più volte (leggi pure “pasticciata”) e per nulla intrigante, una regia fiacca e soprattutto da effetti speciali a dir poco imbarazzanti, la pellicola di Gavin Hood ha scontentato praticamente tutti. Come se non bastasse, questo pessimo adattamento di Arma X si ricorda anche per l’orribile trattamento riservato a Deadpool (interpretato da Ryan Reynolds), personaggio amatissimo dai fan e qui completamente stravolto. Dal disastro si salva giusto il trio di protagonisti composto da Jackman, Liev Schreiber (Sabretooth) e Danny Huston (Stryker).

12. X-Men: Conflitto Finale (di Brett Ratner, USA, 2006)

Concludere una trilogia nel migliore dei modi è importante, ma non sempre si riesce. Come appunto nel caso del terzo film della saga dei mutanti. L’assenza di Bryan Singer alla regia (andatosene per dirigere l’altrettanto mediocre Superman Returns) purtroppo si sente: senza la sua guida, gli sceneggiatori sembrano annaspare e il nuovo regista, Brett Ratner, non si dimostra all’altezza del predecessore. Ed è così che quello che doveva essere un finale epico si trasforma in un filmetto di un’ora e quaranta minuti che getta alle ortiche tutte le buone premesse, banalizza la storyline della Fenice Nera, introduce personaggi che si rivelano inutili (coff-coff… Angelo) e ne elimina/”depoterizza” altri (molti già nei primi minuti!). Una delusione insomma.

11. X-Men: Dark Phoenix (di Simon Kinberg, USA, 2019)

Dark Phoenix

E niente, pare che trasporre dignitosamente al cinema la saga della Fenice Nera sia una missione impossibile. Al suo debutto in cabina di regia, lo sceneggiatore Simon Kinberg (già autore, in parte, di Conflitto Finale) subentra a Bryan Singer e, armato di buone intenzioni, torna sul luogo del delitto per tentare di realizzare una migliore interpretazione della celeberrima run a fumetti.

Sfortunatamente la produzione è disastrosa: inizialmente pensato come un’opera in due parti, Dark Phoenix viene ridotto a un singolo film a causa dell’imminente fusione con la Disney, costringendo Kinberg a fare i salti mortali per riadattare la storia; come se non bastasse, il terzo atto originale viene modificato in corsa dopo alcuni test screening andati male (oltre che per le somiglianze con Captain Marvel). Il risultato è un cinecomic forse non brutto quanto la sua cattiva fama lasci intendere, ma comunque fiacco, poco emozionante e meno spettacolare del previsto. Gli X-Men meritavano un commiato migliore.

10. The New Mutants (di Josh Boone, USA, 2020)

New Mutants

Rinviato più e più volte prima per poter effettuare dei reshoot (mai avvenuti alla fine) poi a causa del Covid, The New Mutants è uscito poco dopo l’acquisizione della Fox da parte della Disney, finendo per diventare, un po’ per caso, l’ultimo film ufficiale della saga degli X-Men. Ispirato alle avventure dei Giovani Mutanti, questo spin-off diretto da Josh Boone parte da una premessa intrigante: fondere il genere supereroistico con il teen horror. Purtroppo, a causa di una certa superficialità nell’esecuzione e dei limiti imposti dal PG-13, l’esperimento riesce a metà. Nonostante qualche sequenza azzeccata e una buona gestione dell’elemento adolescenziale, il film fallisce infatti nel proporre qualcosa di davvero innovativo, adagiandosi al contrario sui canoni dello young adult più tradizionale. Peccato.

9. X-Men: Apocalisse (di Bryan Singer, USA, 2016)

X-men: Apocalisse

A onor del vero, Apocalisse non è un brutto film in sé per sé, ma a fronte delle aspettative è stato abbastanza insoddisfacente. Tralasciamo pure il fatto che passa più tempo a presentare i giovani mutanti protagonisti che a raccontare la storia vera e propria, o che molti passaggi siano sostanzialmente inutili ai fini della trama (tutta la parte di Alkali Lake in primis).

Ciò su cui la pellicola toppa di brutto è il villain, Apocalisse appunto (Oscar Isaac), che oltre ad avere un make-up ridicolo, degno di una puntata dei Power Rangers, ha il carisma di un soprammobile e la vitalità di un bradipo (per tutto il film non fa altro che stare fermo e parlare, giuro!). Fortunatamente la buona regia di Singer compensa un po’ i difetti della sceneggiatura, regalandoci scene d’azione coinvolgenti e alcune sequenze degne di nota, come quella di Quicksilver (Evan Peters). Figo (benché gratuito) anche il cameo di Wolverine.

8. Wolverine – L’immortale (di James Mangold, USA, 2013)

Wolverine: L'immortale

Probabilmente il più sottovalutato dei film sugli X-Men. Non fraintendetemi, non è tra i miei cinecomic preferiti e i suoi difetti, ahimè, ce li ha. Ma se penso a tutto l’odio che i fan riversano su questo secondo spin-off su Logan, non posso fare a meno di stupirmi. Innanzitutto è un evidente miglioramento rispetto al primo Wolverine: aiutato da una sceneggiatura senz’altro più solida, James Mangold si dimostra un regista molto più abile nel gestire personaggi e situazioni, dirigendo il tutto con mano sicura e regalando alcune sequenze davvero memorabili.

Purtroppo ci sono anche parecchi momenti morti e alcune scene d’azione, per quanto spettacolari, risultano troppo esagerate, stonando quindi con l’atmosfera generale del film, più intimistica e riflessiva. Forse sono stati questi elementi, assieme a una brutta gestione dei cattivi e a un plot-twist finale un po’ ridicolo, ad allontanare i fan. Una cosa però è sicura: Hugh Jackman è sempre perfetto nei panni di Wolverine.

P.S.: consiglio calorosamente di recuperare la versione estesa, più violenta e con passaggi maggiormente approfonditi, per godersi al meglio il film.

7. X-Men (di Bryan Singer, USA, 2000)

X-men

Il capostipite della saga è stato (insieme allo Spiderman di Sam Raimi) il film che ha contribuito al rilancio e alla rivalutazione dei cinecomic negli anni 2000. Il motivo è presto detto: ha dimostrato che una trasposizione da un fumetto poteva essere ben più di un filmetto tutto azione ed effetti speciali, ma era capace di prendersi sul serio e affrontare tematiche mature. E così, dietro l’apparenza di un comunque avvincente action fantascientifico, la pellicola di Bryan Singer ha saputo parlare di diversità e intolleranza, temi oggi più attuali che mai.

Certo, non tutto è perfetto: l’assenza di un budget altissimo si vede, alcuni personaggi secondari avrebbero meritato più approfondimento (Sabretooth soprattutto) e alla fine resta un po’ la sensazione di aver solo visto un lungo pilot. Inoltre non ho mai apprezzato particolarmente la colonna sonora di Michael Kamen. Ciononostante X-Men rimane una pietra miliare del genere, che può contare anche sulle solide performance di Patrick Stewart (Xavier)Ian McKellen (Magneto) e Jackman, qui al suo primo ruolo importante in un film americano.

6. X-Men: L’inizio (di Matthew Vaughn, USA, 2011)

X-men: L'inizio

Dopo i fiaschi di Conflitto Finale e WolverineL’inizio (First Class in originale) ha rilanciato con successo il franchise degli X-Men. Prequel della serie ambientato negli anni ’60, è forse il capitolo più atipico della saga principale. Merito senz’altro del regista Matthew Vaughn che, abbandonando in parte la serietà e il realismo di Singer, ha realizzato un film pop e vivace, con uno stile più da spy story alla James Bond che da superhero movie (non a caso ha poi diretto Kingsman: The Secret Service).

Il risultato è eccellente: la storia è appassionante, supportata da scene d’azione ben fatte e da un umorismo intelligente. Le musiche di Henry Jackman sono trascinanti e l’atmosfera retrò affascina. Ma è soprattutto il cast a convincere, con James McAvoy e Michael Fassbender perfetti nei panni dei giovani Xavier e Magneto e una talentuosa Jennifer Lawrence ancora agli inizi nel ruolo di Mystica. Peccato solo che è da qui che sono cominciati i problemi di continuity…

P.S.: Il cameo di Wolverine è TUTTO!

5. X-Men: Giorni di un futuro passato (di Bryan Singer, USA, 2014)

X-men: Giorni di un futuro passato

Il ritorno di Bryan Singer alla regia di un X-Men non poteva che avvenire nel migliore dei modi. Basato sull’omonima run fumettistica (ispiratrice anche del Terminator di James Cameron), il settimo capitolo della serie vede Wolverine tornare indietro nel tempo (nel 1973) per scongiurare una futura apocalisse. Grazie a questo stratagemma abbiamo finalmente la possibilità di ammirare nello stesso film il cast originale e quello de L’inizio, un evento straordinario ed emozionante.

Fa inoltre qui la sua prima comparsa Quicksilver, che convince fin dal primo minuto ed è protagonista di una scena diventata già cult. La regia di Singer è solida e dona alla pellicola un ritmo avvincente, supportato da una buona dose d’azione, ironia ed effetti speciali. Talvolta il film scade un po’ nel sentimentalismo facile, ma sono brevi attimi che non compromettono il risultato finale. In breve, Giorni di un futuro passato è un assoluto must-see, da gustare specialmente nella sua versione estesa (The Rogue Cut).

4. Deadpool (di Tim Miller, USA, 2016)

Deadpool

Ho già accennato a come abbiano rovinato Deadpool nel primo Wolverine. Ebbene, neanche Ryan Reynolds ne è stato felice e per anni ha tentato di riportarlo al cinema in maniera rispettosa. Con questo film Ryan ha avuto finalmente la sua rivincita: irriverente, scorretto e parecchio violento (in senso buono), Deadpool è un gioiello di comicità per adulti, che prende in giro gli stereotipi dei film di supereroi (oltre che sé stesso) e propone divertenti e spettacolari sequenze d’azione. A sorprendere è soprattutto la fenomenale interpretazione di Reynolds, diventato praticamente un tutt’uno con il suo personaggio. Sul serio, l’unica cosa più folle e geniale di questo film è la campagna pubblicitaria che l’ha preceduto (con tanto di cartelloni ingannevoli che l’hanno spacciato per love story!).

3. Deadpool 2 (di David Leitch, USA, 2018)

Dopo il successo del primo Deadpool, sarebbe stato strano non mettere subito in cantiere un sequel. A ‘sto giro, il budget raddoppia, Ryan Reynolds contribuisce attivamente allo script e la regia passa da Tim Miller all’ex stuntman David Leitch, autore di John Wick e Atomica Bionda (e, in seguito, anche di Bullet Train e The Fall Guy). Il risultato è un film ancora più sboccato e ironico del predecessore, nonché più curato ed esagerato sul fronte delle scene d’azione (soprattutto nella Super Duper Cut). E se Reynolds continua ad essere mattatore assoluto nei panni di Wade Wilson, altrettanto riusciti sono i comprimari: dalla fortunata Domino (Zazie Beetz) al cupo e serioso Cable (Josh Brolin), dall’adorabile “everyman” Peter (Rob Delaney) al simpaticissimo tassista Dopinder (Karan Soni), senza dimenticare gli sfortunati membri della X-Force.

2. Logan – The Wolverine (di James Mangold, USA, 2017)

Logan

La conclusione perfetta del viaggio di Wolverine. Crudo, violento e brutale (sia nelle immagini che nei sentimenti), Logan ci mostra l’iconico mutante in una versione inedita: debole e invecchiato, ormai cinico e disilluso, questo Wolverine sembra non avere più alcuna ragione di vita se non accudire un altro vecchio, il suo mentore Xavier. Ma una speranza di riscatto gli viene incontro sotto forma della piccola (ma letale) Laura.

Siamo qui dalle parti del western crepuscolare, ma anche del road movie, visto che i tre finiscono per intraprendere un viaggio, sia concreto che interiore. James Mangold torna a dirigere un film di Wolverine, ma questa volta lo fa con maggior consapevolezza e più libertà, e il risultato si vede. Hugh Jackman dà il commiato al suo personaggio regalandoci una performance da Oscar, accompagnata da quella altrettanto ottima di Patrick Stewart. Vera rivelazione la giovane Dafne Keen.

1. X-Men 2 (di Bryan Singer, USA, 2003)

X-men 2

Non c’è nulla da fare: il secondo capitolo della saga, anche a distanza di anni, rimane il migliore di tutti. Se l’originale, per quanto bello, finiva per essere solo un pilot, qui al contrario si entra nel vivo dell’azione. Non solo la trama risulta più articolata e interessante, ma qui finalmente si scopre il passato di Wolverine, legato a doppio filo con quello del villain principale, il Colonnello Stryker magistralmente interpretato da Brian Cox. Oltre a ciò, i personaggi secondari del film precedente acquistano maggior spessore, le scene d’azione sono più numerose ed emozionanti (dal prologo alla Casa Bianca all’assalto della X-Mansion, fino al duello tra Logan e Deathstrike) e, soprattutto, compare qui per la prima volta l’iconico (e fichissimo) tema musicale di John Ottman, che d’ora in avanti accompagnerà tutti i capitoli diretti da Singer!